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Piano emergenza abitativa
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L’housing sociale foggiano sulla corsia veloce del Piano Casa nazionale. Conferenza di servizi Regione-Comune sul programma per l’emergenza abitativa
Fonte: Ufficio Stampa Comune di Foggia
La Regione Puglia e il Comune di Foggia ritengono sussistere «le condizioni per l’inclusione del programma integrato per l’emergenza abitativa del Comune di Foggia nelle procedure di cui al DPCM del 16/07/2009». È il passaggio conclusivo del verbale di conferenza di servizi che, questa mattina, si è svolta tra Amministrazione regionale e comunale, presenti il sindaco di Foggia, Gianni Mongelli, l’assessore comunale all’Urbanistica, Nicola lo Muzio, l’assessore regionale all’Assetto del Territorio, Angela Barbanente, e il dirigente del Servizio Urbanistica del Comune, Francesco Paolo Affatato. La conferenza è stata convocata sul programma comunale per il cosiddetto “housing sociale”. Il Decreto del 16 luglio 2009 riguarda il Piano nazionale di edilizia abitativa che prevede, tra l’altro, «nel complessivo quadro della riconosciuta necessità di attuare un piano nazionale di edilizia abitativa, la realizzazione di programmi integrati di promozione di edilizia residenziale anche sociale». L’Assessorato all’Urbanistica del Comune di Foggia ha promosso la conferenza di servizi ritenendo che il programma comunale di “housing sociale” possa essere oggetto di un Accordo di programma tra Ministero delle Infrastrutture, Regione Puglia e Comune di Foggia, che consente una maggiore organicità e speditezza del relativo procedimento. Lanciato dal Consiglio comunale di Foggia, che approvò programma e bando il 2 ottobre 2008, l’housing sociale si fonda su un elemento, evidenziato nell’approvato DPP al PUG, secondo il quale «il confronto concorrenziale su aree di proprietà privata può essere indetto dall’Amministrazione Comunale, considerando il diritto di prelazione del proprietario. Tra i contenuti di queste operazioni potrebbe esserci l’entità del “ritorno” alla collettività dei “surplus” ricavati, rappresentato da impegni a realizzare edilizia sociale (specie in affitto per determinate categorie sociali, a cedere aree a standard, ecc.)». Con il bando sull’housing sociale, l’Amministrazione si propone di raggiungere molti risultati per superare l’emergenza abitativa ma, anzitutto, di risolvere la crescente difficoltà di fasce deboli della popolazione a reperire soluzioni abitative idonee rispetto alle proprie necessità, anche a causa delle difficoltà di inserimento lavorativo. A fronte della realizzazione di 3.468 alloggi complessivi, i privati che hanno concorso al bando cedono al Comune 434 alloggi già costruiti e aree che passano in proprietà comunale su cui realizzarne ulteriori 434, oltre a standards di aree a verde e a infrastrutture pubbliche. «Il programma –si legge nel verbale della conferenza di servizi Regione-Comune di stamattina - determina la concreta possibilità di dare una risposta al bisogno sociale rappresentato dalla necessità di alloggi per particolari categorie svantaggiate, e dall’altro di incrementare il patrimonio di edilizia abitativa, riattivando meccanismi economici che consentirebbero un deciso rilancio della filiera produttiva legata all’edilizia, in sintonia con gli obiettivi della normativa statale sopra richiamata». Importante anche un altro risultato della conferenza e, cioè, il fatto che «L’amministrazione comunale si riserva, in ogni caso, alla luce dell’avviato percorso di predisposizione di programmi di rigenerazione urbana di cui alla legge regionale n. 21 del 2008, di integrare la propria programmazione in ordine alla risoluzione delle tematiche inerenti le politiche abitative con ulteriori interventi eventualmente da sottoporre a valutazione ai fini dei finanziamenti previsti dal DPCM del 16/7/2009».
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Ultimo aggiornamento (Mercoledì 13 Gennaio 2010 15:52)
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